Piccolo attimo di felicità
Ho visto il mare e i gabbiani volare
ho ammirato l’orizzonte e il calar del sole
ho abbracciato l’aria fresca attorno a me
e baciato la guancia di mia figlia
in un attimo di pura felicità.
Ho accarezzato la tua spalla
e mi sono innamorata di nuovo del tuo sorriso
quando ti lasci andare
e apprezzi ogni piccolo regalo che la vita
ha ancora in serbo per noi.
Ho desiderato perdermi nella meraviglia
delle onde increspate contro gli scogli
e nel gioco di colori che i riflessi creano
nei capelli di mio figlio.
E oggi, finalmente, ci sono riuscita.
Super, 13 marzo 2010
Always
Innaffierò ogni giorno
il nostro amore come un fiore,
e ti prometto che proverò
a non farlo mai appassire.
Allontanerò le nuvole
dal tuo cielo
per far sì che,
quando alzerai i tuoi occhi
il sole ti possa scaldare la pelle.
Ti coprirò con una calda coperta
per non farti predere freddo,
quando nelle notti più fredde
scivolerando in un sonno profondo,
un braccio tuo penzolerà dal letto.
Saprò ascoltare i tuoi sfoghi
ma soprattutto i tuoi silenzi,
sarò orgogliosa dei tuoi successi
e ti porgerò una spalla nei giorni tristi.
Abiterai per sempre la mia anima
perchè è con te che il mio cuore
si sente finalmente “a casa”.
Super
Con tutto l’amore che ho dentro
Forse non sarò talmente brava
da trovare le parole giuste
che vorresti sentirti dire da un pò,
nè tanto meno i gesti
che ti sappiano scaldare
il cuore e l’anima.
Ma proverò, con la sola forza che mi resta
di dirti di non mollarmi mai.
Occhi negli occhi, pelle contro pelle
e il bagliore della luna, che si riflette sulle lenzuola
stropicciate da quel gioco, un pò infantile un pò complice
di cuscini spiumati e allegre risate.
Sdraiata col fiato corto e le guance rosse
la mia mano cerca la tua,
in un contatto quasi irreale
dove un sogno folle rimane spesso taciuto.
In ricordo di te (parte II)
Una folle corsa in preda alla disperazione più cupa, mi portò sotto casa sua, tutti erano lì: parenti, amici e compagni di scuola. Salivano a turno per non affollare la casa già fin troppo piccola.
C’era anche l’insegnante di marketing che tra i docenti di quell’ultimo anno, era stato l’unico veramente in grado di mettersi al di là della cattedra…dalla nostra parte, dove il limite tra insegnante e alunno non si nota, lo accantoni per un attimo, in una lezione che dai libri si proietta in una lezione per la vita.
Arrivai con gli occhi pieni di lacrime e il respiro affannoso (pochi chilometri separavano la sua casa dalla mia, era sempre stato facile raggiungerci in poco tempo, per raccontarci un episodio nuovo della giornata o fare un veloce ripasso prima del compito d’inglese dell’indomani).
Una nostra compagna mi abbracciò caldamente e mi sussurrò frasi di circostanza, mentre intravedevo un volto familiare
che uscìì proprio in quel momento dal portone come per prendere una boccata di aria fresca, e i nostri sguardi si incrociarono.
Sua mamma indossava un pantalone grigio e una maglia nera, non ero abituata a vederla vestita così: sempre allegra, sceglieva sempre
abiti dai colori vivaci e solari, come il suo sorriso…che da adesso non avrei rivisto per molto tempo.
Ci incontrammo a metà strada, io non osavo dire nulla che fosse retorico e scontato. Lei mi guardò intensamente e mi allargò le braccia.
In un secondo fui da lei, nascosi la mia testa nel suo petto e il nostro dolore esplose in un pianto liberatorio ma composto.
Piangevamo insieme la persona che amavamo tanto, seppur in modo diverso, e che ci aveva tragicamente lasciate nel dolore più atroce e lacerante, nell’addio eterno a cui ognuno di noi non è mai realmente pronto.
Il funerale si svolse due giorni dopo, in una mattina piovosa…come quei tristi commianti che spesso si vedono nei film americani, dove la pioggia si mescola alle lacrime e l’ombrello diventa come uno scudo per non mostrare quegli occhi rossi, segni indiscussi di un dolore troppo grande.
Non uscii di casa per settimane, tutto mi sembrava inutile e indegno di essere vissuto, visto che adesso non potevo più condividerlo con lei.
Fu quella volta che capii l’importanza di un’amicizia vera, ora che l’avevo persa per sempre. Tutte le parole che non arrivaii a dirle, rimangono dentro…bruciano come fuoco.
Tante cose avrei voluto viverle con lei al mio fianco, ma mi consola il pensiero che forse da lassù….un angelo dai riccioli color dell’oro mi sorrida quando, passeggiando in quella stessa spiaggia, mi perdo davanti all’immensità di quel Grande Blu che tutti chiamano mare.
Indivisibili
Era lì, in un fresco pomeriggio estivo. Sentiva forte il bisogno di cercarlo.
Non resistette alla tentazione di appartenere a lui, in un’ora di passione incontenibile, dove le loro fantasie si intrecciarono…in un abbraccio sinuoso e complice. Tutto attorno a loro scomparse e si trasformò in quello che veramente desideravano.
Cambiano i luoghi, si scambiano i ruoli e in un spazio indefinito le parole lasciano spazio all’emozioni più incontrollabili e alle fantasie più nascoste.
Unica tacita e inviolata legge da rispettare: “mai pronunciare la parola Amore” …non è solo sesso ma loro sanno che quella parola ne implica altre e poi altre ancora: promesse, fedeltà, coppia …ma ad entrambi non è concesso tutto questo. Insieme sono e non sono.
A volte sono coppia, altre lui e lei. Legame strano e a tratti incomprensibile, il loro.
Ma in fondo non chiedono di essere compresi.
Sanno che è più facile essere attaccati che capiti.
Minacciati che compresi.
E’ un filo sottile, un nodo che li lega da tanto e che ogni giorno diventano consapevoli che possa slacciarsi da un momento all’altro, e questa triste possibilità rende tutto ancora più fragile e importante.
Mai lei avrebbe pensato a lui, in questa situazione. Mai avrebbe creduto possibile esistessero dei legami così forti ma anche tanto effimeri.
Se mai arriveranno a scrivere la parola fine, sarà mai finita davvero?
Questo e molto altro lei chiese, in quel pomeriggio di fine luglio, al suo “compagno”,
in questo viaggio di un sentimento che un nome ancora non ha.
Mi manca quel brivido
Mi manca il tuo ciao, un bacio leggero
e l’augurio di una buona giornata..appena svegli.
Mi manca l’abitudine di un caffè veloce assieme, la mattina
e la buonanotte con gli occhi stanchi ad abbracciar cuscini, la sera tardi.
Mi manca la solita canzone che insieme canticchiavamo, il nostro appoggiarci l’uno all’altra, la nostra complicità.
Mi manca la sorpresa di na dolce casualità nel trovarci allo stesso momento,
nel posto giusto e la voglia di mostrare le nostre “anime” nude per tentar di rubare al destino quello che forse non avremo mai.
Mi manca il coraggio di dirti che “in fondo, qualche volta hai ragione,
non te l’ho mai detto ma mi manchi soprattutto tu”.
Pochi piccoli e preziosi regali, io ti chiedo
Regalami una giornata di sole in cui sorridere anche senza un perchè
come i bambini e i matti in cui l’innocenza e l’incoscienza
si fondono e li rendono unici.
Regalami un girasole che si volti presto al sole
quando un velo di malinconia mi appanna i pensieri.
Regalami una conchiglia appena raccolta su quella spiaggia,
da accostare all’orecchio per ascoltare il dolce suono del mare.
Regalami una favola, inventala per noi
così quando invecchieremo insieme
sarà bello raccontarla a chi
avrà ereditato i tuoi occhi
e il mio sorriso.
Tutto questo di me…e molto di più
Ho scritto belle parole a chi mi regalava un’emozione
ho detto qualche bugia per nascondere le mie paure
ho disegnato un cuore in un vetro appannato
ho vestito di sogni le mie notti più buie
ho soddisfatto la mia sete di vendetta dopo mesi di inquietudine
ho chiesto perdono a chi vorrei dimenticasse tutto
ho ingoiato bocconi amari e pieni di delusioni
ho assaporato la gioia di un sorriso innocente appena fatto giorno
ho urlato al vento la mia rabbia per non avere quel nodo alla gola
ho abbracciato forte per dare calore a chi non ne riceveva da un pò
ho desiderato essere in due posti diversi nello stesso momento
ho registrato nella mente attimi di pura alllegria
ho fotografato cieli azzurri e giochi di bimbi
ho aperto il mio cuore e finalmente ci ho trovato la serenità che cercavo da molto tempo
Filo invisibile
Ci sono persone che, quando le loro vite si sfiorano per la prima volta,
vengono legate da un filo invisibile tra loro.
Invisibile agli occhi, la maggior parte di loro nemmeno si accorge di quel filo
se non quando una lontananza forzata o un diverbio, li separa.
E’ quello il momento in cui ci si rende conto di “essere legati”
e si è consapevoli dell’importanza dell’uno nella vita dell’altro.
Sia fisicamente che nell’anima…se il filo è ben saldo
nessuna “interperia” potrà danneggiarlo.
Ci saranno tempeste di litigi, pioggie di pianti,
nevicate di incomprensioni e raffiche di urla e dissensi.
Ma nulla e nessuno…potrà spezzare quel filo.
Ovunque tu sia…qualsiasi cosa tu stia facendo o pensando…sei con me, sempre.
Complici come pochi
Mi piace quel tuo modo di sorridere
quando sai già cosa sto per dire.
Mi piace la serenità che mi doni
quando mi accarezzi i capelli
prima di addormentarmi.
Mi piace il tuo senso dell’umorismo quando
incontra la mia risata fragorosa
e infantile, fino a farmi piangere
dalla gioia.
Mi piace leggere con te
il testo di una canzone
e pensare, all’unisono
che sembra scritta per noi.
Se anche a te, piace questo e molto di più
…dimmi se non eravamo destinati ad
incontrarci e a sfiorare…l’anima e il cuore
l’uno all’altra.