I legami più profondi

Certi legami son così profondi
che non importa quanto tempo sia passato
dall’ultimo saluto, telefonata o incontro…
…sembra sempre ieri.
I distacchi e i ritorni

Pomeriggio afoso di luglio, stesa sul mio letto a guardare il soffitto, penso ai voli pindarici che fanno certe amicizie.
Ci si incontra, poi il legame si rafforza giorno dopo giorno, fatto da mille confidenze e qualche risata. Poi per i motivi più diversi, ecco il distacco. A volte ci dice ” a presto, spero”, altre volte non si arriva a dire niente perchè accade tutto troppo velocemente.
Passano giorni, mesi e forse anche anni e poi ritornano a farti un saluto, un sms, una telefonata inattesa e sul nostro viso si dipinge l’espressione di vera gioia, perchè appoggiando una mano sul nostro cuore ci rendiamo conto che tutto il periodo trascorso fino a quel momento, sembra esser durato appena il tempo di un piccolissimo battito di ciglia.
Il respiro più grande
In questo giorno di festa
non ho una rosa da regalarti
nè i cioccolatini di cui sei tanto golosa,
ma oggi voglio solo dirti
grazie mamma.
Per esserci sempre,
per avermi insegnato che l’amore
è capace di superare i monti, i fiumi, le città
e i tanti chilometri che ci separano.
Non ci spaventano gli inverni rigidi dei nostri litigi,
perchè nelle primavere della vita
poi sappiamo sempre far pace.
Scusami se puoi
per non avere il coraggio di dirtelo occhi negli occhi
ma la voce sai, poi mi trema
insieme ad una timida lacrima
che rimane imprigionata tra le mie ciglia.
Io e te abbiamo qualcosa di profondo che ci lega
semplicemente
l’amore più grande che c’è.
Ti amo mamma,
tua figlia.
A.M.O.R.E.
A volte si esagera a pronunciare questa parola con troppa leggerezza.
Qualcuno teme di esser preso in giro.
C’è chi la sussurra appena sottovoce.
Alcuni invece scappano difronte ad una dichiarazione d’amore.
C’è chi confonde l’amore con un’amicizia profonda.
E c’è persino chi riesce solo a scriverla senza mai dire quelle fatidiche 5 lettere.
Ma l’amore…
è più facile dirlo solo se sei sicuro di essere corrisposto
oppure è più forte la paura di ammettere a se stessi di essersi innamorati di chi non ci merita?
E confessare a chi si ha difronte di essersi innamorati, è davvero un rendersi più vulnerabili?
Ah, l’amour…
Piccolo attimo di felicità
Ho visto il mare e i gabbiani volare
ho ammirato l’orizzonte e il calar del sole
ho abbracciato l’aria fresca attorno a me
e baciato la guancia di mia figlia
in un attimo di pura felicità.
Ho accarezzato la tua spalla
e mi sono innamorata di nuovo del tuo sorriso
quando ti lasci andare
e apprezzi ogni piccolo regalo che la vita
ha ancora in serbo per noi.
Ho desiderato perdermi nella meraviglia
delle onde increspate contro gli scogli
e nel gioco di colori che i riflessi creano
nei capelli di mio figlio.
E oggi, finalmente, ci sono riuscita.
Super, 13 marzo 2010
Always
Innaffierò ogni giorno
il nostro amore come un fiore,
e ti prometto che proverò
a non farlo mai appassire.
Allontanerò le nuvole
dal tuo cielo
per far sì che,
quando alzerai i tuoi occhi
il sole ti possa scaldare la pelle.
Ti coprirò con una calda coperta
per non farti predere freddo,
quando nelle notti più fredde
scivolerando in un sonno profondo,
un braccio tuo penzolerà dal letto.
Saprò ascoltare i tuoi sfoghi
ma soprattutto i tuoi silenzi,
sarò orgogliosa dei tuoi successi
e ti porgerò una spalla nei giorni tristi.
Abiterai per sempre la mia anima
perchè è con te che il mio cuore
si sente finalmente “a casa”.
Super
Con tutto l’amore che ho dentro
Forse non sarò talmente brava
da trovare le parole giuste
che vorresti sentirti dire da un pò,
nè tanto meno i gesti
che ti sappiano scaldare
il cuore e l’anima.
Ma proverò, con la sola forza che mi resta
di dirti di non mollarmi mai.
Occhi negli occhi, pelle contro pelle
e il bagliore della luna, che si riflette sulle lenzuola
stropicciate da quel gioco, un pò infantile un pò complice
di cuscini spiumati e allegre risate.
Sdraiata col fiato corto e le guance rosse
la mia mano cerca la tua,
in un contatto quasi irreale
dove un sogno folle rimane spesso taciuto.
In ricordo di te (parte II)
Una folle corsa in preda alla disperazione più cupa, mi portò sotto casa sua, tutti erano lì: parenti, amici e compagni di scuola. Salivano a turno per non affollare la casa già fin troppo piccola.
C’era anche l’insegnante di marketing che tra i docenti di quell’ultimo anno, era stato l’unico veramente in grado di mettersi al di là della cattedra…dalla nostra parte, dove il limite tra insegnante e alunno non si nota, lo accantoni per un attimo, in una lezione che dai libri si proietta in una lezione per la vita.
Arrivai con gli occhi pieni di lacrime e il respiro affannoso (pochi chilometri separavano la sua casa dalla mia, era sempre stato facile raggiungerci in poco tempo, per raccontarci un episodio nuovo della giornata o fare un veloce ripasso prima del compito d’inglese dell’indomani).
Una nostra compagna mi abbracciò caldamente e mi sussurrò frasi di circostanza, mentre intravedevo un volto familiare
che uscìì proprio in quel momento dal portone come per prendere una boccata di aria fresca, e i nostri sguardi si incrociarono.
Sua mamma indossava un pantalone grigio e una maglia nera, non ero abituata a vederla vestita così: sempre allegra, sceglieva sempre
abiti dai colori vivaci e solari, come il suo sorriso…che da adesso non avrei rivisto per molto tempo.
Ci incontrammo a metà strada, io non osavo dire nulla che fosse retorico e scontato. Lei mi guardò intensamente e mi allargò le braccia.
In un secondo fui da lei, nascosi la mia testa nel suo petto e il nostro dolore esplose in un pianto liberatorio ma composto.
Piangevamo insieme la persona che amavamo tanto, seppur in modo diverso, e che ci aveva tragicamente lasciate nel dolore più atroce e lacerante, nell’addio eterno a cui ognuno di noi non è mai realmente pronto.
Il funerale si svolse due giorni dopo, in una mattina piovosa…come quei tristi commianti che spesso si vedono nei film americani, dove la pioggia si mescola alle lacrime e l’ombrello diventa come uno scudo per non mostrare quegli occhi rossi, segni indiscussi di un dolore troppo grande.
Non uscii di casa per settimane, tutto mi sembrava inutile e indegno di essere vissuto, visto che adesso non potevo più condividerlo con lei.
Fu quella volta che capii l’importanza di un’amicizia vera, ora che l’avevo persa per sempre. Tutte le parole che non arrivaii a dirle, rimangono dentro…bruciano come fuoco.
Tante cose avrei voluto viverle con lei al mio fianco, ma mi consola il pensiero che forse da lassù….un angelo dai riccioli color dell’oro mi sorrida quando, passeggiando in quella stessa spiaggia, mi perdo davanti all’immensità di quel Grande Blu che tutti chiamano mare.
